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    August 27

    Una settimana al campo

    Eccomi qui, seduto a contemplare nel ricordo una delle esperienze più belle della mia vita, una di quelle che lasciano dei segni indelebili come una cicatrice dopo un'operazione, o una voglia, o un neo... e l'unica differenza con questi è che non sono visibili ai più, ma a volte traspaiono sul viso come un'emozione, come il dolore che si prova dopo aver saputo che una persona a te cara è scomparsa.

    Appunto è questo che provo: immenso dolore, tristezza nell'ammirare un'esperienza che per lungo tempo non potrò fare altro che ricordare. E anche se non ho pianto, anche se l'emozione mi ha portato a ridere non posso fare a meno di rimanere sconvolto se penso che fino alla giornata prima del campo ero in deciso sul da farsi (probabilmente se ci avessi pensato bene non ci sarei andato), mentre stando lì cercavo di godermi tutto, anche quando sapevo che era solo un minuto a dividermi tra il caos di 160 persone e la solitudine del resto delle vacanze, perché sarebbe stato un minuto immenso, denso di emozioni

    Eccomi, in un attimo di riflessione ho capito quanto tempo io abbia perso, dando peso a cose di poco conto, senza pensare al valore di una serata con gli amici, svegli fino all'1:30 a cantare e suonare, ostacolato dall'orgoglio, dall'egoismo e dalla troppa decisione che avevo preso nel meritarmi voti alti a scuola.

    Eccomi, nemmeno un minuto dopo la fine del campo ero già davanti al computer convinto che un giorno, al massimo due, sarebbero stati sufficienti a ridarmi la volontà di continuare come nei migliori pomeriggi di quest'estate.

    Eccomi ad annoiarmi, a capire quanto abbia sbagliato; posso sforzarmi di credere che tutto ciò tornerà come prima, posso anche farlo, ma so che non sarebbe mai lo stesso.

    Eccomi, a buttare su un quaderno parole per me molto significative, che probabilmente non avrei mai creduto di scrivere.

    Cosa mi è piaciuto del campo?

    Tutto:

    • Gli amici con cui sono stato perché anche se ero spettatore potevo vedere loro divertirsi e ne ero felice;

    • i momenti di raccoglimento e di riflessione perché hanno determinato una maggiore convinzione nella giustezza di aver scelto il campo

    • i momenti in cui i miei amici litigavano e bestemmiavano perché non riuscivano a capirsi

    • i momenti di lavoro, anche quando ti svegli e sai che il tuo turno è di pulizia e ti ritrovi a lavare gabinetti sporchi perché qualcuno ha lasciato il suo ricordino fuori dal vaso

    • Il cammino di 7 km o quanti ne erano, perché ha dato modo di stare tutti insieme e di godere preziosi attimi alla luce del giorno

    • le riunioni perché mi hanno fatto ricordare perché dopo 8 anni sono ancora qui a frequentare con gli stessi amici lo stesso posto;

    • i momenti in cui tutti si incazzavano perché puntualmente sceglievano il luogo più pieno di zanzare

    • le sgridate degli adulti perché anche quando erano troppo esagerate nascondevano un evidente fondo di verità

    • mangiare insieme e cantare in coro “Buon Appetito ragazze, buon appetito ragazze, se non avete capito buon appetito, buon appetito” e “Popopopopopopopo” quando vedevamo che non continuavano e quindi avevamo vinto noi;

    • la verifica, quando tutti insieme stavamo attorno al falò perché ho potuto vedere che le emozioni degli altri non erano dissimili dalle mie, perché ho saputo trovare il coraggio che mi ha permesso di alzarmi davanti a tutti e 160 per dire “Ora è il mio turno, ora dovevo ascoltarmi”; anche se nessuno avrebbe mai pensato che io avrei fatto una cosa del genere; né ci avrebbe scommesso 1 decimo di centesimo;

    • svegliarsi la mattina alle 7.30 e trovare Giuseppe ancora nel letto che non s'alzava e Gianmaria che si incazzava

    • i momenti di deserto perché potevo vedere la reazione delle persone nel fare ciò che a me è divenuto così familiare che non può più neppure annoiarmi,

    • l'investitura, quando ci sono stati consegnati cappellino e “bisaccia” che sarebbero stati sostegno del nostro cammino;

    • il gioco della fiducia perché sapevi che anche cadendo ci sarebbe stato qualcuno pronto a prenderti e sostenerti

    • il disegno dell'albero perché potevi vedere quanto fosse bello rappresentare se stesso

    • persino le critiche sul centrare buchi così grandi come i vasi di un gabinetto quando in un futuro dovremo vedercela con buchi più piccoli “cit. by Don Michele... IDOLO”

    • perfino le lamentele di quel cacacazzo di Gerardo che più che a un camposcuola credo volesse andare in gita in un albergo a 5 stelle e trovarsi in un letto comodo con gente pronta a servirti

    • fare ascoltare a tutti Black metal e pariare come un posseduto nel vedere la loro espressione di fronte a una cosa così poco consona alle loro abitudini ahuahuuah

    • la serata in cui tutti si sono presentati mentre noi non lo sapevamo e non avevamo preparato nulla;

    • preparare i canti e suonare alle 7 di sera con altri tre che andavano ognuno per i cazzi suoi;

    • camminare da solo per la scuola

    • confessarsi

    • incazzarsi come un animale perché dovevamo essere in 160 e invece eravamo in 5 a fare le pulizie di fine campo;

    • salutare gli animatori

    • essere chiamato per nome davanti a tutti per ricevere vari oggetti ricordo

    • parlare dell'estrema unzione, del dolore e della testimonianza

    • confrontarsi con persone che hanno problemi più grandi dei tuoi, ché hanno perso la loro unica speranza, la forza di andare avanti

    • parlare del sostegno, della paura facendone un talk-show

    • e restare in silenzio, sapendo che tutto intorno a te sta cambiando, di trovarsi di fronte a persone che magari non ritroverai più

    • e ritrovarsi davanti al fuoco quando tutte queste emozioni ti assalgono e tu vuoi piangere, vuoi ridere, parlare, restare in silenzio, correre, restare fermo, e senti che tutto sta per esplodere anche se il tuo spirito è normalmente tenuto a implodere ed accogliere le emozioni degli altri senza mostrare le tue... e tutto questo è stupendo, eccezionale, e non sai se e quando potrai riviverlo, se e quando potrai rivedere tutte le altre persone, se e quando ti ritroverai in quell'oceano di emozioni che tanto ti hanno segnato... e sai che tutto questo è irripetibile e ti mangi le mani perché avresti voluto vivere miliardi di altre volte un'esperienza del genere, e quando ti si presente l'avresti quasi scansata come una cosa di poco conto.

      È vero: ho perso la mia cartellina, ma se non l'ho trovata vuol dire che l'ha presa qualcunaltro e questi potrà vivere le mie emozioni vedendo il mio disegno e ciò che ho scritto lì dentro

      Ed è stupendo essere qui a ricordare, sentendoti unico testimone di... un cammino lungo un sogno.

      Già, mai titolo fu più azzeccato: trascorsi 2 giorni sembra davvero che sia stato tutto un sogno e i sogni divertono, inquietano, sono inspiegabili, ma aiutano a riflettere, a capire, a vivere.

      E ora che tutto questo ai tuoi occhi appare finito sai che è veramente esistito e se cerchi in te stesso lo capisci, e anche gli altri ti vedono diverso, e cominci ad ascoltare musica, anche musica che non avevi mai voluto ascoltare, perché istintivamente pensi che è quella più adatta al tuo stato d'animo.

      E ora sei qui seduto a scoprire che non c'è cosa più bella di ricordare se non vivere.

      Vi assicuro che non ho passato 1 minuto a rimpiangere di non essere a casa.

    August 09

    La mia esperienza a Roma parte 1

    Bene bene bene.
    Eccomi qui a raccontare la mia esperienza da turista a Roma...
    Innanzitutto sono partito dopo una lezione di solfeggio per Roma il 27 Luglio alle 15.00
    Arriviamo lì e attendiamo il treno... Arriva quello delle 14.25 con 35 minuti di ritardo.. fa niente devo arrivare a Salerno, chissene...
    Eheh e così, felici di aver fatto la furbata, mentre cercavamo di convincere una tipa che il fatto di dover salire le scale perché il treno fermava a Napoli Piazza Garibaldi invece che a Napoli Centrale non significava arrivare in un'altra città, saliamo sul treno e rimaniamo in piedi... tanto dobbiamo arrivare solo a Salerno...
    In circa una ventina di minuti arriviamo a destinazione e così ci mettiamo un po' a perlustrare gli orari per sapere a che binario dobbiamo trovarci per prendere il treno per Roma
    Nel frattempo il treno che ci aveva accompagnati rimane fermo per circa ¼ d'ora... ed ecco che arrivano delle signore di corsa perché lo vedono in partenza... e cominciano a bestemmiare, e noi lì: ma signora, vedete che il treno non è questo perché quello appena partito portava 35 minuti di ritardo...
    Benerrimo, per curiosità andiamo a verificare sul tabellone delle partenze se con il treno IC plus 720 che dovevamo prendere era tutto regolare... eccolo lì... treno per Roma Termini, tipo IC... tutto bene tranne per... RITARDO: 35 MINUTI... DOH!
    Vabbè, che facciamo? Boh pigliamoci almeno una bottiglietta d'acqua.
    Din don, avviso ritardo: Il treno intercity plus per Roma Termini arriverà con 45 minuti di ritardo invece di 35... CI SCUSIAMO PER IL RITARDO... ma dai, ma non è possibile! E che cazzo... vabbè, a sto punto facciamoci una passeggiata lungo il corso... tanto il treno arriva alle 3.20... ci prendiamo un gelato e lì: che facciamo torniamo o restiamo un altro po' qua?
    Boh, io propongo di tornare e di sederci alla stazione... tanto il ritardo sicuro aumentava...
    Infatti vediamo il tabellone e per poco non lo perdevamo perché il ritardo era diminuito... Cazzarola.
    Il tempo di andare in bagno un attimo ed ecco annunciato l'arrivo del treno...
    Cominciamo a vedere le carrozze.... madò: carrozza 9, chissà quale sarà... visto che non la trovavamo a un certo punto ho proposto di salire sopra e di vedere da là...
    Cominciamo a vedere: Scusi che carrozza è questa? La 7.. ok, bene...
    andiamo avanti carrozza 8, bene... ci siamo quasi, Carrozza 5 ?!?!?.... Ok, continuiamo... Carrozza 4... ancora più perplessi... nel frattempo vediamo il capotreno, ma non ci fermiamo tanto... andiamo avanti, Carrozza 6... ma come cazzo vanno ste carrozze..?
    Torniamo indietro e chiediamo al capotreno che ci rimanda da dove eravamo venuti perché la carrozza che dovevamo prendere era l'ultima... Maronna santa...
    Ok... arriviamo finalmente sani, salvi, e sudati al nostro posto e ci sediamo...
    Ed arrivati lì... eccola: una signora bassa e chiatta, coi capelli rossi e dei baffi assurdi, vestito verdino pallido gay... che cosa fa? Innanzitutto chiede al figlio se vuole ancora bere e siccome lui risponde negativamente lo invita a "poggiare la busta sul portabagagli IN MODO CHE IL PESO SIA RIVOLTO VERSO L'INTERNO...". Ma come cazzo parla? Vabbè... io e mia sorella ci guardiamo un po' strani, poi continuiamo ad osservare gli altri che stanno viaggiando assieme a noi: il figlio della signora di prima con la faccia depressa (e ci credo con una madre del genere...), affianco a me un militare che non mi ricordo cosa fa, e davanti a lui Celine Dion che faceva cruciverba e sudoku...
    Nel frattempo il treno continua la sua corsa alla cazzo di velocità di un bradipo, e mentre ci avviciniamo a Napoli la signora cagacazzo che per comodità chiameremo Ilio (con particolare riferimento alla ridente città del mediterraneo antico situata in un posto mai ben precisato tra lo stretto del dardanelli e quello del bosforo nota altresì col nome di "Troia") si gira verso il figlio e dice: - Ma anche qui l'aria è densa di smog? Guarda fuori -. Reazione del figlio: la guarda storto ed esce fuori (lo capisco perfettamente, anche io lo avrei fatto al suo posto... considerato che lui avrà una 30ina d'anni, dopo tanto tempo di sofferenze me ne sarei andato anche prima). Nel frattempo suona il telefono di Ilio e lei risponde senza dare il tempo neppure di parlare a chi l'aveva telefonata "ma sai com'è il treno portava all'inizio 40 minuti di ritardo, questi 40 minuti ora sono diventati 58 e quindi ora non sappiamo quando arriviamo"... Ma come cazzo parli? Mah...
    Nel frattempo nell'altro fattapposta i bambini stanno cantando allegramente, e unito il coro ad Ilio che parlava decido: piglio il lettore mp3 e me lo sento... amen... Preziosi minuti di felicità scorrono lentamente finché non giungiamo nel nulla dove ci fermiamo... Dove cazzo siamo? Siamo attorniati da ruspe e terre scavate.... mio Dio... il nulla eterno... rimaniamo lì fermi per un tempo imprecisabile... poi a un certo punto ripartiamo, ci facciamo tutte e 30 le fermate di napoli e continuiamo la nostra corsa finché non arriviamo nei pressi di Roma... Anche Celine Dion risponde al telefono e parla con l'amica... siamo quasi arrivati... sticazzi... arriviamo a Roma alle 7.30 con 1 ora e ¼ di ritardo... mentre mia sorella prendeva la valigia cade un casino di terra addosso ad Ilio che dice: Ma che cos'è? Sabbia?... Mia sorella la guarda perplessa e lei continua: - Vabbè, ormai è andata... e scende.
    LIBERI.
    Corriamo incontro all'altra mia sorella Eliana e ci abbracciamo raccontandole tutta la storia del viaggio...
    FINE PRIMA PARTE...
    CONTINUA (È UNA MINACCIA)

    Intervento del 26 Luglio 2006

    Ecco la mia allegra e ridente giornata di ieri.
    Previsione: sveglia ore 8 con relativo ascolto e "canto" di Aspera Hiems Symphonia degli Arcturus
    Più tardi: Colazione, mi lavo, mi vesto e cose varie
    Ore 9.30: Partenza da casa
    Ore 9.45: Arrivo alla stazione
    Ore 10: Prendo il treno
    Ore 10.37: Arrivo a Pompei
    Ore 11.30: Colloquio col maestro di solfeggio
    Ore 12.15: Termine colloquio
    Più tardi: Ritorno a Battipaglia
    Più tardi e 37 minuti: Arrivo alla stazione

    REALTÀ:
    Ore 9.30: Sono pronto e ho anche studiato
    Ore 9.40: Avverto mia madre che sono pronto per scendere
    Ore 9.41: Mia madre va in bagno
    Ore 9.47: Siamo in macchina
    Ore 10 meno qualcosa: Arrivo alla stazione
    Ottimo, il treno per Roma termini parte alle ore 10 al binario 4. Effettua fermate a: Salerno, Napoli, Aversa.... e Pompei??
    Ok: Calma, forse ce n'è un altro... niente da fare.
    Chiamo mia madre per l'urgenza, mia madre rifiuta (ovviamente, che astuzia)
    Mi richiama con l'altro cellulare (quello dalle 250 € di telefonate gratis) e non mi ricordo cosa dice. Intanto il treno parte indisturbato mentre io, sdegnato, mi siedo sul muretto della stazione.
    Che cazzo si fa ora? Giovanni non risponde. Proviamo con un messaggio: non riesco a trovare il T9 e mi incazzo... comincio a scrivere, finalmente trovo il T9 sperando di andare più veloce... uso il T9 e mi incazzo perché non trova le parole e che miseria. Bene. Mandato il messaggio, aspettiamo.
    A questo punto lampo di genio: magari ha un altro cellulare. Telefono mio padre e mi dice il suo numero di casa. Risponde il fratello e ci rassicura che avrebbe provato a chiamarlo lui (bah...).
    Intanto il prossimo treno per Pompei è alle 11.
    Ore 10.45: Giovanni risponde al telefono.
    Cerchiamo di intenderci, manca solo che facciamo i disegnini per il casino che c'è.
    Ok, prendi il treno delle 11 e io nel frattempo avviso il maestro che faremo più tardi.
    Ottimo.
    Ore 10.55: IL TRENO PROVENIENTE DA COSENZA DIRETTO A ROMA TERMINI DELLE 10.58 ARRIVERÀ CON CIRCA UN'ORA DI RITARDO....
    MA DAI!!! MA CHE SFIGA.
    Ok: l'unica cosa da fare andare fino a Salerno e lì mi avrebbe portato Giovanni fino a Pompei.
    Telefono mio padre e ci parcheggiamo sotto il suo ufficio in attesa del suo arrivo. Si parte. Nel frattempo ripeto qualche solfeggio, così, a sfizio.
    Arriviamo a Salerno, davanti al conservatorio. Dopo 20 minuti arriva anche Giovanni (perché non hai studiato gli esercizi sull'intonazione degli intervalli?) che mi porta a Pompei.
    Arrivo ore 12,20: Un'ora di ritardo...
    Ore 11.30: Siamo dal maestro, mi cago i maroni di scrivere cosa è successo là dentro.
    Ok, a questo punto salutiamo, parliamo di cose di cui non mi potrebbe mai interessare con il figlio del maestro.
    Torniamo in macchina e arriviamo a casa della fidanzata di Giovanni.
    Il primo treno per tornare è alle 14.19.
    Attendiamo istruzioni: Ore 14.25 ancora non è arrivato
    Giovanni e la fidanzata nel frattempo se ne vanno.
    ATTENZIONE: IL TRENO PER SAPRI DELLE 14.19 ARRIVERÀ CON UN RITARDO IMPRECISATO
    Porca puttana!
    Telefono mia madre e la avverto, nel frattempo ulteriore comunicazione:
    IL TRENO PER SAPRI DELLE 14.19 È FERMO A NAPOLI CON 56 MINUTI DI RITARDO PER PROBLEMI TECNICI. Il prossimo treno per Salerno è alle 14.38.
    Ok cerco di prendere almeno quello e poi mi oriento da là.
    Anche questo arriva in ritardo di ¼ d'ora.
    Arrivo a Salerno (seduto) e riesco a prendere un treno per Battipaglia (che poi era quello che avrei dovuto prendere prima, con 56 minuti di ritardo).
    Arrivo alle 16.00

    Morale della favola:
    Battipaglia - Pompei: 2 ore e mezza
    Pompei - Battipaglia: 1 ora e 45.


    Bei momenti...

    Incubo di un pomeriggio dei 3/5 d'estate

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    Ecco. Visto e considerato che, per motivi estranei alla ragione umana, quei coglioni di MSN mi hanno quasi proibito di accedere agli spaces per circa 1 mese mostrandomi una carinissima pagina bianca in cui c'era simpaticamente scritto che era impossibile accedere al sito (riprova più tardi) anche se a me sembrava di intendere "Paga 300 € e noi ti facciamo usare una versione di windows originale e in più potrai anche accedere a MSN Spaces", ho pensato oggi pomeriggio di cogliere al volo l'occasione presentatami dinanzi agli occhi et... voilà.. ovviamente copierò il copiabile peché non è detto che questo intervento riuscirà pubblicato.

    Bene, dopo questa brevissima premessa...
    ...
    ...
    mmm... certo

    Boh... che dire?
    Oggi è tutto molto loffierrimo perché è gnuvoloso e pertanto sono leggermente impossibilitato nell'andare a mare, what a bottom. In teoria avrei anche il modo per trascorrere il tempo (leggi: studiare solfeggio), ma non l'ho fatto per 2 mesi perché iniziare proprio ora? (forse perché fra 3 settimane circa dovrò sostenere un'esame potrebbe essere una risposta curiosamente interessante)

    Bene, sto ascoltando gli Arturi, La masquerade infernale (commento by mia sorella: maronna mij e che cazz t stai sntend?) e nel contempo sono onorato dalla presenza di mia sorella che guarda un allegro film su sky cinema 3... mmm... bei momenti
    Mmmm... i Placebo ha messo ora... ma la cant... ehm il cantante atteggia la sua omosessualità in tutti i modi, a quanto pare.... bah contento lui...

    Ouchei, ora ritorniamo alle recenti novità che si sono succedute nel corso della mia presenzassenza dal mio blog... in realtà avevo anche postato un altro intervento che però non l'ha pubblicato, per fortuna che l'ho salvato sul computer, ma non se ne fotte nessuno tanto...


    Allora.. tanto per cominciare ho trascorso alcuni giorni a Roma, ma non posso parlarne qui perché meritano un intervento tutto per loro... comunque... oh, è tornata mia sorella Eliana a casa (che culo!!) e poi...

    niente... tutto molto monotono e palloso, come nella migliore delle tradizioni estive...

    Ah: piccolo commento sull'idea di Windows Live spaces...

    marò che schif... era meglio prima, ma come al solito la Microsoft non si rende conto di quando è meglio lasciare le cose come stanno e quando è meglio cambiarle...